Adempimenti fiscali

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Adempimenti fiscali2019-04-19T11:50:28+02:00

La detrazione delle spese funebri con mod. 730 e Unico

Le spese funerarie, cioè quelle che si riferiscono al funerale vero e proprio (come ad esempio il costo del cofano, il servizio di trasporto, l’espletamento delle formalità amministrative e documentali) oltre ad essere prestazioni esenti da IVA possono essere detratte dalla dichiarazione dei redditi per un importo complessivo di € 1.550,00. L’aliquota della detrazione è del 19%.

Non sono invece deducibili le spese relative alle concessioni comunali cimiteriali, alle cremazioni, agli addobbi floreali, ai lavori sui loculi e tombe, per le quali inoltre vige l’applicazione dell’IVA di legge.

Cosa c’è da sapere

Il beneficio spetta a prescindere da qualsiasi vincolo di parentela. Fino alla scorsa dichiarazione dei redditi, i contribuenti potevano fruire della detrazione 19% IRPEF delle sole spese funebri sostenute per conto di un parente, ossia, nei confronti di una persona discendente dalla stessa famiglia in linea retta quindi padre e figlio, nonno e nipote, e in linea collaterale fratelli, zii e nipoti ecc.. Per effetto della Legge di stabilità 2016 (commi 954 e 955) diventano spese funebri detraibili “le spese funebri sostenute in dipendenza della morte di persone, per un importo massimo di 1550 euro per ciascuna di esse”.
Le spese funebri detraibili, sono una tipologia di spesa che i contribuenti possono portare a detrazione nella dichiarazione dei redditi, tramite presentazione del modello 730 ordinario o precompilato, e del Modello Unico, al fine di scontare con tale importo, le imposte da pagare.
Da quest’anno è possibile detrarre nella nuova dichiarazione dei redditi le spese sostenute dai contribuenti nel 2015 per effettuare il funerale, o più funerali, di persone decedute anche se non legate dal vincolo di parentela. Tali spese, saranno inoltre inglobate per la prima volta nel modello 730 precompilato 2016.
Inoltre, a partire sempre da quest’anno, c’è un nuovo limite di spesa da rispettare, che è pari a 1.550 euro. Ciò significa che questo non è l’importo che va detratto, ma è il limite sul quale va calcolata la detrazione del 19%, per cui il 19% di 1550 è 294,5 euro, ed è questa la quota massima di spesa che i contribuenti possono portare a detrazione nella dichiarazione dei redditi. In altre parole, le spese funebri 2016 sono detraibili al 19% per un massimo di 294,5 euro.
Nel caso in cui, la spesa sia stata sostenuta da più contribuenti, la detrazione di 294,5 che spetta complessivamente, va suddivisa per quanti hanno contribuito alla spesa per il funerale, o dei funerali qualora vi sia stato più di un decesso nell’arco dello stesso anno. In questa ipotesi, ai fini di detrazione spese funebri, se la fattura emessa dall’agenzia funebre, risulta intestata ad una sola persona ma al pagamento di essa, hanno contribuito altre persone, occorre, riportare su di essa un’annotazione firmata dall’intestatario, che certifichi che l’importo fatturato è stato suddiviso tra più soggetti. In questo modo, chi ha contribuito a pagare la spesa, otterrà una copia della fattura che dovrà conservata ed utilizzata successivamente, come documentazione di spesa per godere la detrazione pro-quota.
I contribuenti che intendono detrarre le spese funebri dalla dichiarazione dei redditi, devono conservare la seguente documentazione:

  • Fatture attestanti la spesa del funerale: rientrano in questa tipologia di documenti, le fatture e/o ricevute rilasciate dall’agenzia di pompe funebri e dal fioraio, la ricevuta di versamento dei diritti cimiteriali pagati al comune, annunci funebri ecc…
  • Copia di tutte le fatture spese funebri + annotazione sottoscritta dall’intestatario fattura o ricevuta, nel caso in cui le fatture funebri siano intestate ad una sola persona ma il pagamento venga effettuato da più persone.

La stessa documentazione deve essere conservata e mostrata all’occorenza, in sede di apertura della sucessione, in quanto le spese funerarie devono essere inserite durante la compilazione della dichiarazione di successione.

Pensione INPS e reversibilità coniuge

La pensione di reversibilità, cioè il trattamento riservato ai superstiti del pensionato deceduto, spetta, come dettaglia l’Inps:

  • al coniuge (anche separato o divorziato, se titolare di assegno di mantenenimento o divorzile)
  • ai figli (che alla data della morte del genitore siano minorenni, inabili, studenti o universitari tra 18 e 26 anni, e a carico alla data di morte del medesimo). Per essere ‘a carico’ significa non devono avere un reddito superiore alla pensione minima maggiorata del 30%, circa 650 euro al mese.
  • ai nipoti minori se a carico degli acendenti (anche se non formalmente affidati) alla loro morte
  • in mancanza del coniuge, di figli o nipoti, può andare ai genitori non sotto 65 anni, non titolari di pensione, che alla data di morte del lavoratore e/o pensionato siano a carico del medesimo
  • sempre in mancanza delle altre figure, a fratelli celibi inabili e sorelle nubili inabili (cioè impossibilitati a lavorare per infermità fisiche o mentali), non titolari di pensione e a carico del lavoratore deceduto

Di seguito riportiamo una tabella con alcuni Centri Autorizzati di Assistenza Fiscale nel territorio che possono espletare le pratiche relative alla pensione di reversibilità

Indirizzo Telefono Giorni e orari di apertura
Caf CISL Via Rovigo, 3 – Thiene 0445/369200 Martedì e Mercoledì 15.00/18.30

Giovedì e Venerdì 9.00/12.00

Caf CGIL Via Valsugana, 14 – Thiene 0445/364116 Mercoledì 9.00/12.00 – 15.00/18.30

Venerdì 9.00/12.00

Caf ITAL – UIL Via San Vincenzo, 16 – Thiene 0445/362259-381111 Lunedì e Mercoledì 8.30/12.00

Giovedì 14.30/18.00

Caf C.I.A.
Confederazione
Italiana Agricoltori
Via Gorizia, 24 – Thiene 0445/360677 Lunedì Mercoledì Venerdì 8.30/12.30
Caf ACLI Via Zanella, 44 – Thiene 0444/955002 Dal Lunedì al Venerdì su appuntamento